Horst Fantazzini

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La Repubblica, 20 aprile 1999, pagina 48, sezione: SPETTACOLI

Liberate il ladro gentiluomo

ROMA - Citando Bertold Brecht, il suo motto era: "E' più criminale fondare una banca che rapinarla". E così, negli Anni 70, Horst Fantazzini si dedicò diligentemente a svaligiare istituti di credito in tutto il Nord Italia. La sua specialità consisteva nell' agire in solitudine, usare pistole giocattolo, non commettere alcuna violenza. Per la stampa era "il bandito cortese" o "il ladro gentiluomo", e le sue imprese non meritavano mai più di un breve trafiletto nelle pagine di cronaca locale. Ciò non impedì tuttavia che Fantazzini, a causa di una serie di evasioni riuscite o tentate, accumulasse presto una pesantissima condanna. E così per sfuggire ad un destino dietro le sbarre, detenuto nel carcere di Fossano, in provincia di Cuneo, il 23 luglio 1973, per la prima volta, Fantazzini impugna una pistola vera e tenta l' ennesima fuga che gli va malissimo. Ferisce tre guardie, resta bloccato all' interno del carcere, sequestra altri due secondini. E' , per citare un precedente cinematografico, l' inizio di un lungo pomeriggio di un giorno da cani, che, proprio come nel film di Lumet, finisce nel sangue. A portare al cinema con Ormai è fatta! questa piccola storia italiana è stato Enzo Monteleone. "Il film" spiega il regista "nasce da un' occasione del tutto fortuita: un giorno, curiosando in una bancarella di libri usati, mi sono ritrovato fra le mani un volumetto in cui Fantazzini raccontava la sua storia. Era già un perfetto trattamento cinematografico: ho cominciato ad indagare sul caso e quando ho scoperto che Fantazzini è ancora in carcere, mi sono convinto che si dovesse fare un film sulla sua storia". Lo spunto cronachistico rimanda ad uno stile neorealista? "Ho cercato di raccontare una storia molto drammatica, sdrammatizzando al massimo, usando un po' di ironia, cogliendo l' ingenuità delle teorie pseudo-rivoluzionarie del mio protagonista. Durante il lavoro di sceneggiatura ho conosciuto Fantazzini, che ho incontrato in carcere più volte. Oggi è un sessantenne, molto simpatico, curioso della vita, niente affatto rassegnato, ma con Ormai è fatta! non volevo santificarlo o farne un eroe. Credo che Fantazzini sia una persona autodistruttiva: sicuramente ha fatto più male a se stesso che agli altri". Il film carcerario è un genere che appartiene soprattutto al cinema americano: è stato difficile realizzare un film del genere nella realtà italiana? "Fossano non era Alcatraz: ho cercato di evitare tutti gli stereotipi del genere carcerario, dai secondini sadici al direttore carogna. Fra sequestrato e sequestratori emergono molte similitudini: in fondo sono tutti delle povere vittime. Attraverso la storia di Fantazzini ho cercato di raccontare anche uno spaccato dell' Italia degli anni Settanta, non è trascorso molto tempo, ma le differenze con la realtà odierna sono già abissali. Quella era ancora un' Italietta ingenua, segnata da utopie generose: il grande freddo arriverà subito dopo con gli anni di piombo". A impersonare Fantazzini è Stefano Accorsi, che dopo Radiofreccia e Capitani d' aprile, film dedicato alla Rivoluzione dei Garofani che sta girando in Portogallo, sembra ormai specializzato in ruoli degli anni Settanta. "La cosa che più mi convince" commenta in proposito Monteleone "è proprio la prestazione del cast. Ho curato con attenzione sia la scelta dei protagonisti - oltre ad Accorsi, ci sono Giovanni Esposito ed Emilio Solfrizzi nei ruoli dei sequestrati; Fabrizia Sacchi, la moglie di Fantazzini; Antonio Catania, il sostituto procuratore; Antonio Petrocelli, il direttore del carcere - sia i comprimari, per dare al mio film un sapore di verità. E per amicizia hanno accettato delle piccole parti anche Alessandro Haber, Paolo Graziosi, Francesco Guccini, che è Libero Fantazzini il padre di Horst". Da venerdì Ormai è fatta! sarà nelle sale: la scommessa è quella di affrontare con un film non comico, un mercato sempre più dominato dai comici. "La speranza" conclude il produttore Gianfranco Piccioli "è che il film aiuti ad aprire un "caso Fantazzini", l' unico detenuto italiano, che senza essersi macchiato di crimini gravi, ha sulle spalle una condanna fino al 2024. Ma l' accanimento nei confronti di Fantazzini continua: la sua richiesta al magistrato di sorveglianza di Alessandria per poter assistere a Torino alla prima del film giovedì prossimo è già stata respinta".

di Franco Montini