Horst Fantazzini

biografia bibliografiascritti di horstormai è fatta! libro e filmopere di horstiniziative, incontri, memoriemail art, mostra itinerantelinkchi siamocontatti

 

28-12-2001, STAMPA, ALESSANDRIA, pag.39

LO CHIAMAVANO IL RAPINATORE GENTILE, SCONTO' MOLTI ANNI A SAN MICHELE: «UN DETENUTO MODELLO»
Fantazzini, il bandito che ispirò un film. Morto l'altro ieri, in città gli negarono di assistere alla prima

ALESSANDRIA «Un tentativo di rapina in banca con fuga in bicicletta? Non può essere stato che Horst Fantazzini. Ancora, però, non sapevamo che era morto». La notizia della nuova, fallita impresa dell'uomo soprannominato il «rapinatore gentile» che ha trascorso in carcere metà dei suoi 62 anni e in carcere è morto per infarto la vigilia di Natale, è rimbalzata ieri alla casa penale di San Michele. Qui Fantazzini era stato detenuto per molti anni, dovendone scontare trenta per rapine ed evasioni. Per due volte, infatti, era fuggito di galera ritenendo eccessive rispetto alle modalità (impugnava sempre armi-giocattolo) le condanne per gli assalti alle banche, dove si limitava a prelevare «il necessario per sopravvivere», e sentendosi «perseguitato dalla giustizia». Sparò tuttavia per evadere la prima volta, ferendo due agenti di custodia, e l'episodio gli costò la qualifica di «detenuto ad alto rischio». Nel carcere alessandrino si comportò comunque bene: che sapesse usare modi educati l'aveva dimostrato anche quando andava a rapinare gli istituti di credito. I testimoni raccontarono che chiedeva scusa agli impiegati. Anarchico fino al midollo, dotato di una notevole intelligenza che lo portò a scrivere «Ormai è fatta!», un volume stampato nel '76, in cui raccontava la sua vita, le sue imprese, ma soprattutto la sua clamorosa evasione dal carcere di Fossano. Tre-quattro anni fa da quel libro è stato tratto un film del regista Enzo Monteleone, proiettato in prima nazionale alla sala Ferrero del Teatro Comunale nell'interpretazione dell'attore Stefano Accorsi. Il «rapinatore gentile» non ottenne di assistervi, sia pure sotto ampia scorta. Accettò «con garbo» la nuova delusione, limitandosi a ironizzare sulla sua vocazione per la galera che non gli aveva impedito, nei rari momenti liberi, di sposarsi, diventare due volte padre. Non aveva mai perso l'amore della moglie, che nella prefazione a «Ormai è fatta!» scrisse di non aver mai provato vergogna per il marito. Tempo fa Horst Fantazzini era stato trasferito nel carcere di Bologna, sua città di origine, aveva ottenuto la semilibertà, ne aveva approfittato per cercare di rapinare una banca. Era tornato dietro le sbarre anche di giorno e lì il suo cuore ha ceduto.

Autore non menzionato