Horst Fantazzini

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Corriere della Sera, 24 aprile 1999
di Tullio Kezich

Ammorbidito rispetto all'originario libretto autobiografico (Bertani Editore, promotori Dario Fo e Franca Rame), «Ormai è fatta!» trasferisce sullo schermo la cronaca della tentata evasine di Horst Fantazzini dal carcere di Fossano (Cuneo) il 23 luglio '73. Scritto e diretto con sorprendente autorevolezza da Enzo Monteleone, il film sorvola su taluni particolari sgradevoli riguardanti il curriculum del protagonista, e assume senz'altro Fantazzini (ancora detenuto fino al 2026) sotto il profilo del «rapinatore cortese» armato di pistola giocattolo. Nel raccontare come Horst non riuscendo a farsi aprire il cancello ferisce due guardiani e poi ne prende altri due in ostaggio barricandosi in direzione, il film registra minuto per minuto (in stile «Mezzogiorno di fuoco»), la lunga giornata verso la notte. Stefano Accorsi tiene in suo potere Giovanni Esposito ed Emilio Solfrizzi; e sulla luce che cambia per le cure dell'eccellente operatore Arnaldo Catinari, da basso si agitano il sostituto procuratore Antonio Catania, il carabiniere Paolo Graziosi, il direttore Antonio Petrocelli; mentre a distanza la moglie Fabrizia Sacchi confida le sue pene a un giornalista. Impressiona il modo inedito di affrontare i rapporti dentro un carcere dove guardiani e reclusi si danno del tu, sentendosi tutti «carne venduta» e soprattutto una quotidianità del grottesco involontario mai apparsa in tutta la sterminata dinastia dei film carcerari.