Horst Fantazzini

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Alex Kaos
Intervista a Patrizia "Pralina" Diamante di Ruben Ribalta! www.anarchaos.org

D: Cara Pralina, sono Ruben Ribalta il Ribeltario, intanto ti ringrazio per aver accettato di concederci questa intervista a nome di tutti i collaboratori di anarchaos.it.
Noi due ci conosciamo, per così dire solo per via virtuale. Ci siamo spesso incontrati/incrociati qua e là su forum anarchici, io spesso utilizzo diversi nickname, pseudonimi, maschere da mettere in questo World Wide Web che considero allo stesso tempo tanto finto e fittizio, quanto fitto di iniziative interessanti e virtuose, perciò la prima domanda verte proprio su questo pianeta-mare virtuale: che valore ha/ può avere la rete (internert) inter nos, per noi anarchici? Non rischiamo di venir resettati dal sistema (windows & co.) tecnocratico?

R: è un problema non da poco. In realtà l'anarchia è da SEMPRE virtuale, come diceva Bakunin "La rivoluzione è per tre quarti fantasia e per un quarto realtà". Non è una battuta: esistono più editori e siti anarchici su web, che militanti. Prima di internet c'era già una grossa produzione e diffusione cartacea, quindi, se qualcuno dall'alto di questi colossi decidesse (ma non gli conviene in termini economici) di resettare l'intera produzione del movimento anarchico, resterebbe una grande produzione/diffusione di stampa. Sarebbe un bel guaio... dico per l'uso della carta. La differenza con internet secondo me, e non da poco, è il risparmio di alberi (ma anche di altre risorse e materie prime, acqua in testa) che vengono sacrificati per produrre carta.
D: è in linea il nuovo sito alla memoria di Horst Fantazzini (http://www.horstfantazzini.net) a cui tu hai dedicato tante energie. Sarà solamente una sorta di monumento multimediale oppure potrà diventare col tempo un luogo interattivo, in cui coloro che ancora apprezzano il "bandito gentile" potranno continuare a renderlo in qualche modo vivo?

R: quando io e Serena abbiamo pensato al sito, doveva essere "soltanto" un archivio virtuale di tutto ciò che riguarda la storia di Horst. Andando avanti col lavoro, ci siamo accorte e ci stiamo accorgendo che la vita di ognuno, ed in particolare di chi la vive così intensamente, è intrecciata ad altre esistenze, percorsi... e che "soltanto" raccontando la storia di Horst e della sua famiglia, è possibile raccontare l'avvento del fascismo in Italia e del nazismo in Germania, la seconda guerra mondiale, il dopoguerra, la ricostruzione, il boom economico ottenuto a suon di sfruttamento, la repressione contro i compagni anarchici, le rivolte carcerarie politiche degli anni 70, il fenomeno del pentitismo, l'istituzione della legge Gozzini, gli "irriducibili", tutto il cambiamento che è avvenuto nelle carceri italiane negli ultimi decenni, fino a capire cos'è in realtà la semilibertà per tanti che se la vivono. Questo, "soltanto" dal punto di vista storico sociale. Si può infatti interpretare anche da un punto di vista politico, interrogandosi sulla schiavitù del lavoro, o sui due modi di intendere l'anarchismo: quello di Libero (moralizzatore, vecchio stile) e di Horst (individualista). In effetti ci sono non poche questioni di poco conto. Nel movimento anarchico si è sempre discusso sull'azione, se questa debba aspettare il fischio d'inizio di una rivoluzione, oppure possa essere intrapresa spontaneamente da singoli individui. Fu così anche ai tempi della Banda Bonnot.
C'è una grossa parte del sito che è prettamente letteraria e artistica. Ci sono questioni antipatiche sorte sulla proprietà degli scritti di Horst, tanto che ricevetti una minaccia d'essere denunciata. Io credo che regalare scritti e immagini, sia un atto d'amore, dopo che gran parte di questi per varie vicissitudini (questioni di copyright delle agenzie stampa, trasferimenti da un carcere all'altro, perquisizioni, decisioni arbitrarie degli "eredi") sono andati sequestrati, dispersi, distrutti o accaparrati in modo egoistico.
Non voglio andare per le lunghe. Dico soltanto che già come approfondimento, mi sembra notevole. Se si pensa che il sito sarà in costante crescita, perché stiamo già trovando altri riferimenti, stiamo contattando delle persone, stiamo raccogliendo altro materiale, allora capisci che alle circa trecento pagine iniziali se ne aggiungeranno molte altre.
Un monumento (di pietra, di carta, ecc.) è una cosa statica alla quale, per vari motivi, non si può apportare cambiamenti. La cosa bella di internet, è che ti permette nel tempo di trasformare il pensiero con apporti e modifiche. Ci siamo chieste se mettere un guest book, ma preferiamo raccogliere tutta la corrispondenza, insieme alla rassegna stampa, le varie segnalazioni del sito, e pubblicarla in seguito. C'è una parte fondamentale di memoria, che si basa su scritti (firmati) e su iniziative, pubbliche, che noi monitoriamo e segnaliamo. E' possibile inviare fotografie di scritte murali o articoli o qualsiasi altra cosa attinente coi temi che abbiamo trattato. Ci siamo limitate a non invadere il "territorio" di compagni dai quali non abbiamo ricevuto alcun cenno d'intesa.
D: Horst era un "bandito" anche nel senso etimologico del termine, che con te ha riscoperto il suo lato artistico, ma in te quanto c'è del suo "banditismo"?

R: innanzi tutto Horst ha sempre scritto e disegnato, da prima di conoscermi. Io invece non avrei mai il coraggio di rapinare una banca, parafrasando le parole di Horst "non perché ritenga immorale, in questa società, rapinare banche, ma perché non voglio gettare la mia vita nelle galere di stato". Ovviamente, se avessi fatto qualcosa di illegale, non lo verrei a raccontare in un forum ;) Ci preoccupiamo o ci scandalizziamo del piccolo banditismo, quando i banditi più grossi stanno seduti in alto loco, sulle scranne più belle del palazzo. Come dice un proverbio carcerario "Ladro piccolo non rubare, che il ladro grosso ti fa arrestare". Ad ogni modo, il mio sogno è quello di una società SENZA DENARO, così come ipotizzava Kropotkin, come vedi si allontana molto dal concetto di "rapina" che in sintesi non è che una risoluzione momentanea ai problemi di soldi (la rapina è rivoluzionaria solo esteticamente, ma per sua dinamica è consumista: prendi i soldi e li spendi tutti, o li metti in banca? li spendi possibilmente in beni di lusso, ed in tempi assai più brevi).
D: Spesso ho letto i tuoi attacchi sia all'ala legalitaria dell'Anarchia odierna (diciamo FAItaliana) che a quella che tu definisci "violentista" (FAInformale?), tu come ti poni tra queste due ali? come centravanti, centrocampista? Petto? Coscia?

R: innanzi tutto bisogna vedere se la FAItaliana ha voglia di esistere, e se questa FAInformale esiste: l'esistenza di quest'ultima viene messa in dubbio da diverse parti del movimento anarchico, e persino dagli stessi indagati di associazione sovversiva, che piangono innocenza e si dichiarano estranei ai reati ipotizzati.
Ho ricordato che in Italia esiste da decenni una strategia della tensione (ora la strategia della tensione viene portata avanti dai mass media, i quali sono gli unici dispensatori e beneficiari del terrore, di bombe e di bombette). Ho detto che Horst non si è mai nascosto, che in lui era molto forte l'etica della "responsabilità". Ho detto che vari compagni, vedi Pinelli, Valpreda, sono caduti vittime di questo clima di caccia alle streghe... e comunque, in ogni caso, ho condannato queste azioni per la loro inutilità (nel caso di petardi) e per una loro potenziale pericolosità (nel caso di piccoli ordigni) a colpire non gli alti apparati di potere, ma tutt'al più piccoli funzionari o persone di passaggio.
Ora andiamo sul personale. Io non mi ritengo nemmeno anarchica, perché capisco che per esserlo bisogna passare troppi esami, poi se sbagli ti tolgono i punti dalla patente e non te li ridanno più... purtroppo dopo la morte di Horst (guardacaso DOPO la sua morte) sono stata accusata, infamata, mai ascoltata. Se non ci fosse stato tanto accanimento, forse non avrei sentito il bisogno di esternare delle cose, me le sarei tenute per me... mi rendo conto che ho agito da donna e non da compagna, che non ho parlato a nome di Horst ma a nome mio. Però è anche vero che se Horst fosse ancora vivo, non avrebbe mai permesso a nessuno di offendermi e di farmi delle carognate, perché era una persona leale e metteva il rispetto al primo posto.
D: A parte gli scherzi e scherzi a parte, che parte può avere l'arte per portare ad un nuova insurrezione, per far partire un processo collettivo-rivoluzionario? Oppure l'Arte può soltanto aprire le Porte della percezione individuale?
R: non credo che l'Arte possa portare a una nuova insurrezione, perché l'arte per sua natura è intimista, contemplativa e meditativa. L'Arte in sé è questo. Già l'equazione forzata Arte=Anarchia mi porta a un fastidioso prurito! Che significa? Nei regimi totalitari l'Arte è stata accostata al Fascismo e allo Stalinismo e la Chiesa nei secoli ne ha fatto uno strumento di propaganda, così come è stata "propaganda" per i Grandi Mecenati e la Classe Borghese. Oggi i veri creativi si sono spostati nella Pubblicità, dove girano molti soldi. C'è però un aspetto sovversivo, che non consiste tanto nel produrre arte, ma nel comunicare arte. Sto usando la lettera minuscola in senso ironico, perché parlo di aspetti che vanno dal graffitismo murale alle azioni di disturbo nei musei come fa Bashki, dall'arte postale a che so, le torte in faccia ai critici...a parte questo, ci sono aspetti del proporre Arte che sono antitetici e opposti al modo ufficiale, uno è quello di togliere l'Arte dai luoghi sacri e preposti (gallerie a pagamento, biennali e biennaline di vario tipo), per farla in piazza, nei centri sociali e nei luoghi di aggregazione del popolo; l'altro è quello di estendere la gratuità ad ogni aspetto artistico, gratuità ed inclusione di TUTTE le forme di creatività... insomma l'unica parte sovversiva dell'Arte è proprio la sua gratuità e la sua assoluta ingovernabilità dal punto di vista valutativo, perché, se ai critici togli il potere di giudicare un'opera, hai già fatto crollare tutte le impalcature fittizie che la sorreggono.
D: NOMEN EST OMEN dicevano i latini, IL NOME é UNA PROFEZIA, quindi se tanto mi dà tanto, dal tuo nome_soprannome_cognome, PATRIZIA_PRALINA_DIAMANTE, si arguirebbe un anarchismo di tendenza aristocratica, se invece tu ti fossi chiamata PLEBEA_TOZZODIPANE_STERCO... per farla breve l'anarchismo può ancora rifarsi alla divisione in classi marxista (proletariato, borghesia e derivati) oppure deve sdoganarsi da questa visione e dare un nuovo significato a LOTTA DI CLASSE, cioè una LOTTA CON CLASSE? (detto questo, io mi sento, in ogni senso, un FUORICLASSE dell'Anarchia ;-))

R: in realtà il mio sogno da bambina era quello di non avere un nome tanto aristocratico! ed è per questo che ho cercato di cambiarlo e a 15 anni mi facevo chiamare "Toni Dynamite". Trovo meraviglioso che i Nativi del Nord America cambino nome a seconda delle loro attitudini, del cambio di luna e di stagione. I Vikinghi avevano più di un soprannome. Il nome-cognome è qualcosa che racconta la tua famiglia ma è anche, una imposizione, tantopiù che te lo scelgono gli altri, il cognome sarà sempre quello del padre mai della madre, poi lo scrivono in anagrafe, poi (se la famiglia è cattolica) ti battezzano. Quindi se tanto mi dà tanto, gli anarchici dovrebbero essere i primi a fregarsene di questo marchio indelebile che la famiglia, lo stato e la chiesa ti appioppa... mi sa che non è proprio così... torno alla tua domanda, molto divertente. Le classi stanno scomparendo, il proletariato non ha più ragione di chiamarsi così: i figli (che si fanno poco rispetto a prima) non sono più le braccia per il lavoro nei campi, ma dei parassiti (sto parlando con ironia e con affetto) che fino a 30 anni studiano e cincischiano per avere una laurea, pur di non spaccarsi il culo con il duro lavoro alla catena di montaggio. Il lavoro stesso una volta era un posto fisso, un punto d'arrivo, oggi è una zattera sulla quale devi saltare ogni tre mesi. La disoccupazione potrebbe essere una grande libertà, in realtà diventa un incubo perché il caro-vita è alle stelle. Insomma, una volta eravamo servi della gleba, ora siamo gleba e un po' meno servi, abbiamo molti oggetti colorati ma sempre gleba siamo e di questo bisogna rendersene conto. Non avrebbe senso immaginarsi un mondo migliore, dimenticandosi la natura profondamente classista di questa società.
L'ideale anarchico in un certo senso è aristocratico, ma lo è per purezza di intenti e perché si pone al di sopra della "massa" intesa come gregge amorfo. Così, mentre le varie formazioni politiche cercano di educare, indirizzare e utilizzare le masse... gli anarchici le snobbano. Dimenticando che le "masse" sono composte principalmente da individui, che si comportano così, non soltanto in assenza di coraggio, ma, anche, in assenza di stimoli e punti di riferimento veramente interessanti.
D: Per concludere, sul nostro sito ultimamente è uscito un bell'articolo (A)nimalista ricco di immagini crude sulla vivisezione (http://www.anarchaos.it/Articoli/vivisezione_assassina.htm) scritto da una nostra nuova e giovanissima collaboratrice, la 18enne Laura; che cosa ti senti di dire a lei e a tutte le ragazze che si avvicinano ora alla galassia anarcoide (ti ho fatto questa domanda conoscendo il tuo femminismo "sui generis" e anche perchè l'80% degli anarchici che conosco sono maschi :sob:)?

R: mi auguro che il maschilismo finisca, da entrambe le parti... si può essere maschiliste anche noi donne... come no? quando non riconosciamo le nostre qualità, quando ci mettiamo in competizione fra di noi, quando ricalchiamo schemi, modelli che non ci appartengono, introiettando l'immaginario dominante... io non ho un femminismo sui generis, ho militato (che orrenda parola) nel movimento femminista e conosco a memoria "Sputiamo su Hegel. La donna clitoridea e la donna vaginale" di Carla Lonzi. Ho collaborato con "Quotidiano donna" e sono scesa in piazza per difendere la legge sull'aborto (194). Ero giovanissima, una pischella, ed ora che pischella non sono più, ma una "tranquilla" donna, mi sento di dire alle mie nipotine che oggi si può fare a meno del separatismo e si può stare coi maschietti. Anzi, più ci si sta, meno ci si annoia ;)
Leggerò l'articolo in questione. Il dominio sulla natura e sugli animali, ha le stesse radici di quello sulle donne nei millenni.
D: E se vuoi finire te con una poesia estemporanea ispirata dal nome della mia Rubrica Ribeltaria "W la Ribeltà!" , su cui uscirà questa intevista, fallo pure, anzi purè!
R:

Ribeltà non fa mai rima con crudeltà
è rafforzativo di beltà
siamo ribelli perché siamo due volte belli
Ribalta tradisce il TV color di pensiero
che se ci esibiamo esistiamo per davvero
Volterriano sa di terra di tappo di Volterra
Utopista sa di Uto Ughi che si fa una pista
Malatesta sa di persona con l'aureola mesta
Proudhoniano sa di eczema all'ano
E poi chi altro mi sovviene... Bakuniniano
Ribeltà non fa mai rima con viltà
è ribes come bacca, rossa amara
nanarchia è l'habitat del Ribeltario
Ruben Rubino come il primo gnomo di Israel
che trasformò un intero fiume di miele, in sbocco di fiel

Pralina Tuttifrutti