Horst Fantazzini

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da "Il Messaggero" cronaca di Roma/area metropolitana - Sabato 5 gennaio 1991

La Criminalpol lo ha catturato a Tor San Lorenzo un anno dopo la sua ultima fuga
Preso il bandito gentiluomo
Horst Fantazzini, una vita tra rapine, terrorismo ed evasioni

Doveva il suo "titolo" al modo cortese e affabile di trattare le vittime e al fatto che usava sempre una pistola giocattolo.
E' stato bloccato mentre portava a spasso i cani. Nella sua villa trovate armi, documenti falsi, assegni e ricetrasmittenti

di Roberto Di Sante e Muzio Pignalosa

Preso mentre portava a spasso i cani. Gli agenti della Criminalpol hanno catturato l'altra mattina a Tor San Lorenzo l'ex "rapinatore gentiluomo" Horst Fantazzini, 52 anni, autore di due evasioni e protagonista di tentativi di fuga e disordini nelle carceri di mezza Italia. Un personaggio in "buoni rapporti" con le Brigate Rosse e con altri gruppi della sinistra eversiva, tanto da essere più volte inquisito nelle inchieste sulle Br e sui movimenti anarchici. Il 3 gennaio di un anno fa, dopo un permesso di dodici giorni, doveva rientrare nel carcere di Busto Arsizio, ma non lo ha fatto. I suoi reati lo avrebbero trattenuto in prigione sino al 2010. Fantazzini è nato in Germania ad Altenkessel il 4 marzo 1939, ma è cittadino italiano con residenza a Bologna.
Gli agenti della Criminalpol del Lazio, diretti da Luciano Lusi, seguivano le tracce dell'evaso sino dallo scorso settembre, quando era stata segnalata la sua presenza sul litorale. E questo era stato collegato con alcune rapine compiute nella zona. Sono stati effettuati numerosi controlli, da Anzio a Civitavecchia, fino all'individuazione di un "professionista divorziato" che aveva affittato un villino in via Perseo 9 a Colle Romito, un quartiere residenziale di Tor San Lorenzo, spacciandosi per un ingegnere in pensione separato dalla moglie.
Pur avendolo riconosciuto, per arrestarlo gli agenti hanno atteso l'altra mattina (il 3 gennaio, un anno esatto dopo la sua fuga) e lo hanno bloccato mentre portava a spasso i suoi due pastori tedeschi.
"Non abbiamo fatto un'irruzione in casa - dicono gli uomini della Criminalpol - perché poteva essere pericoloso visto che l'uomo girava sempre armato". Insieme a Fantazzini è stato arrestato per favoreggiamento personale C.T., 26 anni, residente a Campoverde di Latina.
Nella casa di Fantazzini la polizia ha trovato due pistole a tamburo e una Beretta S 92, un'arma da guerra probabilmente rubata a un appartenente alle forze dell'ordine. E poi parrucche, passamontagna, centinaia di proiettili, documenti falsi con la sua fotografia, un apparecchio ricetrasmittente sintonizzato sulla frequenza della Questura, benconote false da centomila lire, trenta milioni in contanti e moltissimi libretti di assegni. Questi ultimi, a detta degli inquirenti, sono stati rubati nel corso di una rapina compiuta il 3 dicembre scorso a Cori (Latina) nella agenzia della Cassa di Risparmio di Roma che fruttò ai banditi (tra i quali probabilmente lo stesso evaso) circa duecento milioni di lire in contanti. Fantazzini è ora nel carcere di Regina Coeli a disposizione del magistrato Franco Ionta.
Quando sono scattate le manette, Fantazzini ha detto: "Non mi resta che tentare di evadere un'altra volta". E, visti i precedenti, c'è da credergli.
La sua ultima evasione risale al 3 gennaio del 1990: dopo una licenza premio di dodici giorni, sarebbe dovuto tornare nella casa circondariale di Busto Arsizio (Varese) ma non lo ha mai fatto. Fantazzini era stato condannato a trentacinque anni di carcere e ne aveva già contati quindici al momento dell'evasione.
In passato era conosciuto come il "rapinatore gentiluomo" per il modo cortese e affabile con cui era solito trattare le vittime e forse per il fatto che usava sempre una pistola giocattolo. Condannato per una serie di rapine in banche dell'Emilia, della Liguria e della Lombardia, evase per la prima volta nel 1967. Nel luglio dello stesso anno fu catturato in Francia e successivamente estradato. Nel luglio del 1972 tentò di uccidersi nel carcere di Bologna ingerendo chiodi e barbiturici.
Fantazzini fu poi il protagonista del tentativo di evasione dalle carceri di Fossano (Cuneo) il 23 luglio 1973. Per quella vicenda fu condannato a 18 anni di reclusione (più due da passare in una colonia agricola) per tentativo d'omicidio, sequestro di persona, minaccia a pubblico ufficiale e detenzione di armi. Drammatiche le sequenze di quella evasione sfumata: Fantazzini ferisce tre agenti, poi ne prende due in ostaggio e mentre si avvia alla macchina è bloccato dai colpi sparati da due cecchini che lo feriscono gravemente.
In carcere divenne "simpatizzante" delle Brigate Rosse e di altri gruppi eversivi. L'8 aprile del 1977, partecipò con altri estremisti di sinistra a un pestaggio contro neofascisti nel carcere di Volterra. Il 19 agosto dell'anno dopo, insieme con il brigatista rosso Maurizio Ferrari e Domenico Delli Veneri dei Nuclei armati proletari, organizzò un tentativo di rivolta nel carcere di massima sicurezza dell'Asinara in cui vennero feriti lievemente il direttore e cinque agenti di custodia. Nel 1981 nel carcere di Bologna fu implicato in un tentativo effettuato dal gruppo estremista "Azione rivoluzionaria" per far pervenire ad alcuni detenuti bottiglie di shampoo contenenti tritolo: per quel reato venne condannato a conque anni. Partecipò ai disordini nel carcere di Badu e' Carros di Nuoro, nel quale vennero assassinati due detenuti, e venne condannato a otto anni e mezzo di reclusione. La sua ultima fuga si è conclusa sul litorale a sud di Roma.