Horst Fantazzini

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Racconti di Horst

LA NAVIGATRICE DEL NULLA
di Horst Fantazzini


Il mare era calmo, così calmo che non se ne sentiva il respiro.
La vita le fuggiva via e non c'erano funi capaci di trattenerla.
Udì il suono dell'arpa e si chiese quale antico dolore poteva aver pizzicato quelle corde tese fino all'infinito.
Non c'era primavera alcuna che le ricordasse lo sbocciare del suo corpo.
Fino allora solo inverni e autunni l'avevano avvolta e travolta.
Ma c'era un suono nuovo che accarezzava la sua mente ogni volta che un cigno si alzava in volo dallo stagno al parco vicino.
Si librava anch'esso verso il blu....
Ridatemi la mia anima affogata in un bicchiere d'aceto, quando la rugiada colorava di rosso il sangue e il mare straripava dagli occhi del destino.
Stanca, appoggiò i sogni sul lato sinistro dei suoi pensieri e s'addormentò sul lato destro per ricordare ciò che il suo cuore aveva più e più volte dimenticato: d'essere umano.
La notte la riconobbe tra i suoi figli prediletti e le concesse un viaggio attraverso le nuvole.
Volò attraverso l'acqua, sfiorata dal vento, dalla sabbia e dalla leggerezza d'alcune gocce di rugiada racchiuse in un velo di nebbia.
Volò oltre il possibile mentre l'impossibile si beffeggiava delle sue paure.
Volò e seppe ciò che il nulla racchiudeva.
All'alba non ricordò niente.
Aprì i pugni tenuti serrati durante il sonno e contò le gocce di rugiada che le erano rimaste.
Erano cinque luminose ellissi.
Rinchiuse i pugni e pensò: "Ancora cinque notti e poi sarò figlia del nulla".
La navigatrice del nulla.

1996