Horst Fantazzini

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Testimonianze

da "Carcere informazione" maggio - giugno 1978

Dall'Asinara Fornelli

(alcuni stralci della lettera di un detenuto a una compagna esterna)

...Ti faccio presente le ultime novità di questo "kampo". Dopo il rapimento del presidente della DC Aldo Moro, il Ministero, ufficio dodicesimo, ha dato ordine di procedere all'immediata "censura" a tutti i prigionieri di guerra e a tutti i prigionieri proletari che si trovano nelle due sezioni "speciali". Verso sera sempre dello stesso giorno (17 marzo) è giunto sempre dallo stesso ufficio che: non fanno più passare i pacchi dei familiari che contengano all'interno la carne cotta, salumi, formaggi, dentifrici e infine le sigarette di qualsiasi tipo. Quello che ancora può passare sono i dolciumi e la biancheria intima. Compagna, come vedi i "kampi" vanno sempre più restringendosi. Il materialismo storico ci ha fatto ancora vedere la "realtà": più stringono più s'avvicina l'abbattimento della borghesia.
Il motivo è ancora un altro; i nemici del proletariato, non avendo mai preso più nessun compagno in questi ultimi due anni, si sono accaniti contro i rivoluzionari prigionieri... Ricordiamo benissimo Cuneo, Novara, Termini Imerese che all'apertura hanno adottato una stretta di forza. All'ordine del giorno erano i pestaggi, le provocazioni continue, ecc.
(...)
In questo discorso non è toccato questo "kampo", perché non si avvicina agli altri. In questo "kampo" la situazione è ben altra. Non si sono verificati casi come quelli appena citati ma bensì più gravi. Te ne accenno qualcuno: l'obbligo di mangiare quello che passa la direzione, 23 ore e mezzo chiusi in una cella di tre metri per quattro, ognuna di queste celle ospita quattro prigionieri, pochissime sono le celle che si incontrano al passeggio, tutto questo porta all'isolamento totale, alla distruzione del corpo e all'annientamento psicologico...
...Non mettere roba da mangiare nel pacco, non ce la danno più. Dimenticavo: le medicine che mi avevi mandato me le hanno sequestrate e le hanno mandate ad analizzare. Se ti è possibile mandami non medicine in pasticche ma in fiale di vetro, possibilmente nella loro custodia illustrativa per evitare che s'intasi l'ufficio analisi del comune! Sequestrano anche il vinavil, perché dicono che bisogna usare la colla dei nostri avi, quella classica che odora di mandorla col suo bravo pennellino di setola di maiale (ovviamente in custodia di plastica). Di altro che posso dirti? Con la "chiusura" dei pacchi la fame si è abbattuta sui Fornelli. Contemporaneamente sono entrati in funzione i colloqui col vetro e ora sono i "familiari" ad essere "torpedonati" fino ai Fornelli dove appunto è sorta la prodigiosa "sala colloqui" tecnologicamente avanzata!
Tuttavia, nonostante queste "innovazioni", il morale qui è buono. E' tutto molto regolare! Mi sembra giusta questa logica.
Cosa presuppone e quali sviluppi prospetti una situazione simile (soprattutto il divieto di nutrirsi) è tutto un altro discorso di cui la storia non mancherà di farsi carico. L'ordine ministeriale di "censura di massa" è solo una formalità di nessun conto in quanto essa era già praticata in modo chiaro anche se continuava la pietosa scena di aprirti la busta davanti (dopo averla aperta e richiusa altrove). Queste tutte le novità qui.

senza firma

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da "Rivista anarchica" novembre 1978

Lettere. Il lager dell'Asinara

Cari compagni,
sono stato liberato recentemente dal lager dell'Asinara e considero mio dovere informarvi di alcune cose che ho visto e vissuto là dentro.
Per lungo tempo sono stato rinchiuso nel reparto Fornelli, lo stesso dove c'erano Curcio e tanti altri brigatisti e nappisti ed altri detenuti. La vita là dentro è una merda, un vero inferno: solo dopo la rivolta che abbiamo fatto in agosto abbiamo ottenuto un litro d'acqua (in busta) al giorno. Per 22 ore al giorno si è rinchiusi nella cella con altri detenuti, quindi si va all'aria con loro, sempre con loro, solo con loro. I contatti umani con gli altri sono ridotti quasi a zero: è uno schifo, ti fregano anche sui soldi che magari ogni tanto ricevi da qualcuno che ti aiuta, sono dei bastardi...
In agosto (ne hanno parlato anche i giornali) c'è stata la rivolta, organizzata da quelli delle B.R. Quel giorno hanno dato a tutte le celle l'indicazione di andare compatti all'aria, noi ci siamo andati senza però sapere perché. Loro avevano già bell'e pronto un comunicato che diceva ai secondini di non rompere i coglioni, perché la rivolta non era direttamente contro di loro: ma se provavano a fare qualcosa, le B.R. avrebbero fatto intervenire contro di loro i nuclei esterni. Nel comunicato ci informavano anche che proprio nello stesso momento alcuni detenuti delle B.R. stavano distruggendo la sala-colloqui, per protesta contro i vetri, i microfoni, le difficoltà imposte da Cardullo ai familiari per i colloqui. I secondini non se l'aspettavano, non sapevano che cosa fare e si sono rivolti per via gerarchica su su fino a Cardullo, che ha ordinato l'intervento delle guardie. Sono venute dentro come delle furie, pestando con i manganelli in modo da far cadere i detenuti e poi pestarli a terra. Io mi sono un po' salvato in qualche modo, ma altri le hanno prese, ma tante che non me lo dimenticherò mai. Alla fine alcuni hanno dovuto portarli all'ospedale di Sassari, ricordo Gianfranco Bertoli che con Horst Fantazzini restava in piedi e quelli giù a pestare, gli hanno quasi spaccato una gamba e la sua schiena era nera come un materassino. A Horst gli hanno conciato molto anche la faccia, sanguinava tutto. Io non sono anarchico e non sono però d'accordo nemmeno con quelli delle B.R. che hanno deciso tutto loro e ci hanno messo in quella bella situazione senza essere preparati: se lo sapevo, almeno mi mettevo addosso qualche maglia e non uscivo come un pirla in calzoncini corti e basta.
Di carceri ne ho viste tante, ma l'Asinara è un'altra cosa. Ce n'è di gente là dentro che ha l'erba (con questo termine viene indicato l'ergastolo, nel linguaggio carcerario - n.d.r.) è dura, porco dio, è dura.
Saluti rivoluzionari

un compagno

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da "La Nuova Sardegna", 14 aprile 1999

Nell'inferno dell'isola. Il capitolo sardo e la rivolta di "Badu 'e Carros"

SASSARI. C'è un capitolo intenso nella vita di Horst Fantazzini che riguarda la Sardegna. Nelle varie peregrinazioni fra carceri e supercarceri di mezza Italia, dopo la tentata evasione nella quale il "rapinatore scortese" aveva ferito due agenti di custodia, il trasferimento-punizione fu all'Asinara. Un insieme di bunker e celle "blindate" che all'anarchico bolognese apparirono come l'inferno. Il soggiorno nel carcere di massima sicurezza tutto sommato fu breve (neppure un anno) ma Fantazzini non lasciò la Sardegna. Fu trasferito in un altra "fortezza" dove negli anni Settanta si trovavano reclusi i criminali considerati più pericolosi: quella di «Badu 'e Carros» a Nuoro. Lì rimase fino ai primi anni Ottanta ma la sua permanenza in quell'istituto fu segnata da un episodio gravissimo. Il 27 ottobre del 1980 una sessantina di detenuti politici, capeggiati dal terrorista Valerio Morucci, da Franceschini e Ognibene (luogotententi di Curcio) diedero luogo a una rivolta nella quale rimasero uccisi due carcerati e si contarono numerosi feriti. Una giornata di terrore alla quale partecipò, fra i rivoltosi, anche Fantazzini. Per quei fatti venne condannato e la condanna si aggiunse a quelle già accumulate in passato. In seguito, lasciata l'isola Fantazzini evase di nuovo e nel gennaio del 1991 venne arrestato e accusato di banda armata.(g.g.)

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da "La Repubblica", 28 novembre 1984, pagina 12 sezione: CRONACA

Da Palmi (Reggio Calabria)

TERRORISTA DEI NAP PER PROTESTA SI E' CUCITO LA BOCCA E I GENITALI

PALMI - Si è cucito la bocca e i genitali per protestare contro l' attuale regime carcerario e rivendicare una naturale sessualità. L' autore del gesto è Giorgio Panizzari, 35 anni, uno dei capi storici dei Nuclei armati proletari, che sta scontando una condanna all' ergastolo perchè coinvolto in una rapina avvenuta in Piemonte nella quale un orefice venne assassinato. E' stato Loris Fantazzini, figlio di Horst, il rapinatore poi politicizzatosi in carcere, a portare fuori dal bunker di Palmi la notizia, telefonando all' Ansa un messaggio che il padre gli ha consegnato ieri mattina durante l' ora settimanale di visita. Nel messaggio Panizzari fa sapere che la protesta è "indirizzata contro le carenze di socializzazione proprie del nostro circuito carcerario nonostante l' abolizione dell' articolo 90 (una sola ora di colloquio a settimana anche se senza vetri) ed esprime il bisogno di vivere in modo naturale la propria sessualità". Sull' episodio, la direzione del supercarcere mantiene un assoluto silenzio e lo stesso cappellano don Silvio Mesiti non ha saputo o voluto fornire chiarimenti: "Non sono a conoscenza della cosa, negli ultimi tempi mi è sembrato abbastanza tranquillo". Tra i fondatori dei Nap assieme a Martino Zicchitella e Giorgio Lo Muscio, Panizzari, il cui nome figurava tra i terroristi di cui le Brigate rosse chiedevano la liberazione dopo aver sequestrato Aldo Moro, oltre alla condanna all' ergastolo inflittagli nel giugno di undici anni fa per la rapina-omicidio in Piemonte, è stato condannato ad altri sedici anni per appartenenza ai Nap, la formazione terroristica che operò prevalentemente in Campania sviluppando la sua azione nel mondo carcerario. Nonostante il riserbo, si è appreso che le condizioni di Panizzari non sono preoccupanti: uno dei medici del carcere gli avrebbe prestato le cure necessarie e non si sarebbe neppure reso necessario un ricovero in ospedale del detenuto. Un' inchiesta, comunque, sarebbe stata avviata dalla procura della Repubblica di Palmi.

Pantaleone Sergi